Gli abiti di Raf Simons per “Io sono l’amore”

Un viaggio alla ricerca della felicità

“Io sono l’amore” è un film diretto da Luca Guadagnino perfetto per comprendere lo scenario familiare tipicamente borghese e, di come a volte non ce lo aspettiamo, reso vivido anche grazie ad alcuni abiti realizzati da Raf Simons. Il film, ambientato negli anni 2000, è incentrato sulle vicende  della famiglia Recchi, di cui fanno parte Emma, Tancredi, e i loro figli Elisabetta, Edoardo e Gianluca.

La protagonista del film Emma (Tilda Swinton), moglie di Tancredi (Pippo Delbono), è di origine russa e, arrivata in Italia, si ritrova ad interpretare il ruolo di una moglie perbene e composta, e ad essere spesso spettatrice delle scene ipocrite che si svolgono nella loro opulenta villa milanese. Sin dall’inizio, nonostante gli abiti, che descrivono lo status di Emma, seppur in maniera discreta, la sua personalità emerge grazie alla sua umiltà e pacatezza. Quello che più colpisce è che probabilmente Emma non solo si è abituata al grigiore della sua vita, ma sembra quasi che lo abbia accettato in maniera naturale.

È solo quando conosce Antonio (Edoardo Gabbriellini), amico del figlio Edorardo (Flavio Parenti), che Emma riscopre, oltre all’amore, anche il valore delle piccole cose quotidiane, apprezzando sempre meno gli eccessi che regnano all’interno della sua famiglia. Questa riscoperta sensibilità le permette di aprire gli occhi su diverse cose, come ad esempio sull’omosessualità della figlia Elisabetta. Più che di un cambiamento, infatti, si può parlare di una vera e propria rinascita di Emma, rappresentata soprattutto dalla paletta colori degli abiti, i quali raccontano le varie sfumature del suo viaggio interiore, che la costumista Antonella Cannarozzi, definisce come “the rhythm of the drama”.

Per l’abbigliamento della protagonista è stato chiesto l’aiuto dello stilista Raf Simons. Loro hanno reinterpretato gli abiti degli anni ’60 e ’50 e, la maggior parte degli abiti sono stati presi dalla collezione Autunno/ Inverno 2008 di Jil Sander, per cui Simons lavorava all’epoca, cambiando qualche tessuto o dettaglio. Le forme sartoriali, leggermente austere ed minimaliste, hanno aiutato la Swinton ad interpretare un personaggio che sfiora la perfezione per la sua compostezza, sia come madre che come moglie. La costumista ha paragonato Emma all’arte russa, preziosa ed essenziale, soprattutto a quella di Sonia Delaunay.

All’inizio del film quando la protagonista cammina per le vie di Milano, i colori sono molto neutri. Successivamente, prevalgono i toni del rosso, quando è nel pieno della sua passione con Antonio, per poi diventare cinerei, alla fine del film, quando la trama diventa del tutto drammatica.

Parallelamente al personaggio di Emma, vive quello di Allegra, madre di Tancredi. Per il suo guardaroba sono stati recuperati abiti di Hermès e di Fendi, come la pelliccia. Il suo personaggio è estremamente artificiale e, questo si riflette in maniera eccezionale nei suoi look, fatti di pellicce, bracciali decorati e borse abbellite da borchie, una fashionista che si avvicina alla volgarità.

Rivediamo insieme i look più belli di Tilda Swinton, alcuni dei quali riflettono profondamente il cambiamento del personaggio che interpreta.

Tubino semplice viola indossato all’inizio del film

 

La protagonista indossa un cappotto lilla strutturato abbinato ad una Birkin arancione di Hermès

 

Emma indossa un abito rosso che indica la passione che sta per scoppiare tra lei e Antonio

 

Abito arancio indossato da Emma durante la sua visita a Sanremo

 

Un outfit più androgino apparentemente meno sensuale costituito da un pantalone arancione stretto e da una camicia azzurra

 

Emma indossa un abito senza maniche rosa pallido che ha lo scopo di mettere in evidenza l’involucro geometrico che copre il suo lato destro

 

Emma dopo il funerale del figlio decide di allontanarsi dal marito e di rinunciare alla sua vita agiata

 

 

 

 

 

 

 

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